A proposito di questo spettacolo

Tra le opere dell’artista, in scena e in proiezione, una allieva ricostruisce il rito della comunicazione interrotta con il Maestro. Un testamento visionario che ci parla, con forza ancora maggiore oggi, del futuro e del ruolo dell’arte.

Un rito teatrale d’affetto attorno all’intenso progetto dedicato a Concetto Pozzati che si completa all’Arena del Sole. Per fare festa a Concetto Pozzati, per ritrovarlo, ancora. Intorno all’arte. Intorno alla vita.

La lingua di Pozzati arriva potente nella sua forma già teatrale, così come la sua voce di oratore istrionico, che udiamo. Le sue opere in proiezione, anche a sovrapporsi al corpo della performer.

Un dialogo fisico e strenuo tra l’attore e le immagini. Chi è il burattinaio dunque?

Guidata dall’istinto mai sopito dell’allievo che sente parole inaudite e riconosce il Maestro, l’allieva/performer percorre un cammino attento su una trama sottile, un crinale tra pensiero e trasfigurazione, tracce che portano all’infinito o al precipizio.

Nello spettacolo sono le parole stesse del Maestro a tracciare il percorso. Necessari l’ascolto e l’apertura: in una reciproca congiura, una reciproca recita, tra immagine e parola. Ed è ancora lui, il Maestro che incoraggia e, mentre avverte dei pericoli, mostra la strada possibile: «Perché si può fare tutto, perché non si rincorre né si progetta il nuovo e il futuro. Un inventario della fine».

«Da queste e altre riflessioni di Pozzati – scrive Angela Malfitano – e dalla luce che mi restituiscono i suoi scritti nasce l’idea dello spettacolo. Il mio primo maestro, Leo de Berardinis, si è incontrato con Pozzati assessore e tra i due è nata una grande amicizia-riconoscimento. Grazie al primo ho incontrato il nuovo Maestro, e con lui ho potuto continuare il dialogo educativo che avevo con Leo e che mi mancava.  Sbalordivo a sentire le stesse formule magiche. Le stesse parole che da se stesse non erano risposte ma anch’esse sempre domande, quello che Leo chiamava “Oltre” e Concetto “Indicibile”».

anteprima nazionale

Durata: 65 minuti

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L’archivio Concetto Pozzati partecipa alla giornata del contemporaneo del 5 dicembre, la grande manifestazione promossa da AMACI, con Via Zamboni 57, un video di Maurizio Finotto, dedicato allo studio di Concetto Pozzati così come si presentava subito dopo la scomparsa dell’artista. Ad accompagnare le immagini, la voce di Concetto Pozzati, registrata durante la sua ultima conferenza pubblica, tenuta al Mambo di Bologna il giorno del suo ottantesimo compleanno, sotto titolata in inglese per questa occasione speciale.

L’Archivio Concetto Pozzati partecipa alla giornata del contemporaneo del 5 dicembre 2020 promossa da AMACI #giornatadelcontemporaneo, pubblicando per l’occasione il filmato della performance “Io sono un pittore”  che ha avuto luogo nello studio di Concetto Pozzati in occasione di Art City Bologna 2020, basata sugli scritti dell’artista, con Massimo Scola, regia di Angela Malfitano.

Pubblichiamo il bell’articolo di Paola Naldi uscito oggi  domenica 17 maggio 2020 su Repubblica Bologna dedicato a Concetto Pozzati e all’archivio a lui dedicato: “sfogliare il link del sito è come leggere una biografia fatta di frammenti, foto d’archivio, suggestioni, sentimenti, pensieri, incontri, dialoghi”.

E’ uscito oggi, sabato 16 maggio 2020 su Robinson il bell’articolo di Lorenzo Madaro sui rapporti tra Germano Celant e Concetto Pozzati. Tutto da leggere, soprattutto le lettere inedite che Germano ha spedito a Concetto, da dove emerge l’importanza della figura di Pozzati all’interno del panorama artistico e culturale italiano degli anni ’60 e 70.